lunedì, novembre 06, 2006

CHE TE LO DICO A FARE

...BENVENUTI NELLA NOSTRA MENTE...

dovremmo dire "nelle nostre menti", ma come ebbe dire il buon Prof, diversi (forse troppi) anni or sono, siamo due persone con un passato profondamente simile che alla fine hanno preso due strade diverse e poi si sono ritrovate a metà.
Siamo complementari e conflittuali, ci presupponiamo e ci neghiamo a vicenda...
siamo Ying e Yan,
controllo e assuefazione,
legge e disordine,
clemenza e vendetta,
un "grazie" e un "vaffanculo",
Edward Norton e Brad Pitt in Fight Club: siamo l'uno l'allucinazione dell'altro a giorni alterni...
Questo è quello che siamo. Immaginiamo che avrete intuito cosa vogliamo: ... vogliamo il dono di comprendere, di ottenere senza chiedere, di vincere senza rischiare sempre e comunque una parte di se, di saper scegliere senza rimorsi e abbandonare senza rimpianti ma sopratutto vorremmo "sognare come se dovessimo vivere per sempre,vivere come se dovessimo morire oggi", insomma... CERCARE DI CONQUISTARE IL MONDO!

Sappiamo che è impossibile, perchè la condanna di ciascun uomo è quella di non poter vivere nella dimensione dell'immortalità; la nostra è solo una velleitaria tendenza all'infinito: siamo un po come i due ratti di casa Warner, ogni giorno contempliamo il nostro fallimento e ridiamo di noi stessi per poi ritrovarci la sera , come fenici rinate dalle proprie ceneri, a scrivere una nuova pagina del nostro grande viaggio. ( -"Minchia Prof, come siamo magnicazzoeloquenti!"- -"Sti gran cazzi Mignolo!"- )

In altre parole

DUE RAGAZZI... UN SOGNO... forse un desiderio, forse un bisogno... un bisogno di esprimersi, di far sentire la propria voce, di dire la NOSTRA, perchè in qualche modo ci crediamo, forse perchè non si puo morire senza prima scrivere un libro perciò... perchè non farlo con un blog??? Allora diciamolo! E per una volta diciamolo ad alta voce, che tutti lo possano sentire, perchè noi siamo UNA VOCE, e sti cazzi, che il mondo la senta, e quello che vuole pensare pensi, perchè, in fondo, il libero arbitrio è la cosa più fregna che il Signore ci ha concesso...!!!!!!!

A quattro mani.

5 Comments:

Blogger Kei-chan said...

Che dire...
Sono fiero di scrivere il primo post in assoluto su questo blog che numererà le mirabolanti gesta di due uomini lanciati, con pacatezza, verso la conquista del mondo.
Forse lo faranno con azioni astruse, forse sbaglieranno qualche mossa, forse arriveranno a sfiorare la loro meta per poi perderla di vista...
Ma casomai ci riuscissero, io me li tengo amiciamici eheh
Tuttavia, conquistatori o meno, come disse, parafrasando, comparima Shake, siamo pur sempre prigionieri... in questa bella prigione chiamata mondo...
Lov en Pis, Fratelli!

06:00  
Anonymous Anonimo said...

ciao belli*...e chi sarebbe dei due la "legge"?!?conoscendovi faccio un pò fatica a pensare che uno di voi possa essere l'incarnazione della legge...VIVA IL DISORDINE!!
A parte...il blog è originale e molto bello.
Devo ammettere che mi affascina pensare a due uomini "comuni" che ambiscono a poteri fuori del comune!fate attenzione..l'uomo può raggiungere le vette più alte, ma può starci solo per poco tempo...
in bocca al lupo

A presto, un bacio a Mignolo

*ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale:)))

15:22  
Blogger Mignolo col Prof said...

MIGNOLO:
Innanzi tutto grazie per i complimenti sul blog (che in gran parte dobbiamo girare alla dovizia tecnica e capacità creativa del nostro web master Kei-Chan).
Ma sopratutto ti ringraziamo per aver accondisceso a recarti in visita nel nostro blog e aver esordito, come dire, a modo tuo... con monito tutt'altro che rassicurante, "in perfetto stile mignola".
Per il resto amore, è molto semplice risponderti: quando lui è disordine io sono legge e viceversa...è così succede che nei rari momenti in cui questa vitale e sponatnea sincronia fa cilecca (vedi situazione: DISORDINE-DISORDINE) ci ritroviamo improvvisamente immersi fino al collo in una sostanza maleodorante e anfibia comunemente chiamata me..a. UN BACIO SURBINA!
Sarai sempre la mia... FIJI!

16:03  
Anonymous Anonimo said...

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell'agire diversamente dal dovuto. 2 Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l'altro la vita se ne va. 3 Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.
4 Ti chiederai forse come mi comporti io che ti do questi consigli. Te lo dirò francamente: tengo il conto delle mie spese da persona prodiga, ma attenta. Non posso dire che non perdo niente, ma posso dire che cosa perdo e perché e come. Sono in grado di riferirti le ragioni della mia povertà. Purtroppo mi accade come alla maggior parte di quegli uomini caduti in miseria non per colpa loro: tutti sono pronti a scusarli, nessuno a dar loro una mano. 5 E allora? Una persona alla quale basta quel poco che le rimane, non la stimo povera; ma è meglio che tu conservi tutti i tuoi averi e comincerai a tempo utile. Perché, come dice un vecchio adagio: "È troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo." Al fondo non resta solo il meno, ma il peggio. Stammi bene.PENTHOTAL_XXX

11:48  
Blogger Mignolo col Prof said...

MIGNOLO:

Seneca - Epistulae Morales Ad Lucilium - Liber I - 1

Molto appropriato. E bello. Curioso che in fase di redazione del primo post, avevo pensato proprio a Seneca quando scrisse "tota vita discendum est mori" (De brevitatate vitae) ma alla fine abbiamo optato per la citazione di J. Dean, giudicata più pirotecnica (letterariamente parlando) e moderna.
Beh, Avrei da scrivere ancora su questo, ma lo studio mi chiama e poi aspetto di sentire anche le riflessioni del Prof.


Qualità del tempo, quantità del tempo. Quale il giusto equilibrio, il giusto compromesso tra vivere tutto per non farsi passare la vita accanto senza accorgersene e saper anche mettere da parte il meglio di se aspettando il momento, la persona o la causa giusta?

14:47  

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