martedì, marzo 27, 2007

B-side

The PROF must go on

..interminabile domenica di lavoro
Niente sole, niente caldo, niente di niente. Anzi niente di meglio. Sarò affetto da personalità multiple, ma in questo momento non c’è nulla che mi metta più serenità di un foglio bianco. Ci si può scrivere una poesia, farci un aeroplanino, giocarci a pallone come su una spiaggia di Rio. Forse ho un po esagerato, ma il senso è quello.
C’è un delizioso gusto masochistico nel crogiolarsi nell’autocommiserazione, tuttavia quel gusto, sempre più spesso mi difetta. Anzi, più le cose si fanno complicate, più i miei rami crescono, e vanno a cercarsi la luce dietro alle nuvole. Certo, sono ancora le 2 del pomeriggio, non vedrò il letto per le prossime 11 ore, e con 5 sigarette il mio ottimismo non ha infinite chanche di perdurare, ma credo che nemmeno questa postilla mi indurrà a cercare 3 chiodi nel breve periodo per autocrocefiggermi.
Pasqua è vicina, e di conseguenza pasquetta, e io mi appresto a fare ritorno nella terra degli alberi argentati.
Ooh, pasquetta...ho sempre passato delle pasquette estremamente insignificanti. S. Lorenzo, S. Martino, ferragosto e feste varie, anche nell improvvisazione più blasfema diventano ricordi e foto da quadretto, ma pasquetta la sbaglio costantemente.
Cosa ho fatto la scorsa pasquetta? E quella precedente? Totalmente seppellite.
Credo che il mio errore stia nell’assenza di un po di malsano spirito sfollato. Cioè, so di un tipo che anche in una delle pasquette più fredde si è fatto un bel bagno al mare. Quel giorno gli si è bloccato definitivamente lo sviluppo, però un domani potrà dire ai nipotini:- ecco J.J. Ray, in quella pasquetta ho deciso di rimanere alto un metro ed una fava.
Oppure, gente che tra fulmini e saette fa 200 km per andare a Frittole alla sagra del capretto che fa sempre figo.
Ancora. Mega grigliata: 15 persone, 45 kg di carne. E la si mangia tutta. Ma proprio tutta. La gotta non fa paura a pasquetta. E poi sti cazzi, ti sei mangiato 3 braciole, 2 salsicce, 8 spiedini, 5 involtini portati da Tizio, preparati dalla zia Annunziata/Giuseppina/Addolorata, e per finire hai provato pure la lingua abbrustolita. L’apocalisse intestinale sarà dovuta all’uovo di Pasqua, infondo.
Di più. Sette spavaldi, una cassa di birra in una pineta. E una bottiglia di bianco. Tanto è leggero. Dopo meno di 4 ore sbocchi pure la cistifellea, e se non ti ancorassi al terreno potresti fluttuare nell’aria come un pallone aerostatico. Ma se certe cose non le fai a pasquetta…
Il ventaglio delle alternative è vasto. Qui ho citato solo il podio della top-ten.
Scherzi a parte, sono curioso di vedere se quest’anno si inverte la tendenza.
Stupitemi.